Quando si parla di mutuo, la prima domanda è sempre la stessa: quanto mi costa oggi? Tra tassi fissi che sembrano aver trovato un equilibrio e variabili che continuano a far discutere, orientarsi non è semplice. In questa guida trovi i tassi aggiornati, le previsioni per il 2026 basate sui dati BCE e dell’Osservatorio Il Sole 24 Ore, e simulazioni concrete su importi da 100.000 a 200.000 euro. L’obiettivo è uno solo: darti gli strumenti per scegliere con cognizione di causa.

Tasso fisso medio oggi (30 anni): 3,20% (BPER) ·
Tasso variabile medio oggi: 2,85% TAEG (MutuiSupermarket) ·
Eurirs 20 anni: 2,50% ·
Euribor 3 mesi: 3,10% ·
Rata media mutuo 100.000 € 30 anni fisso: € 432 ·
Rata media mutuo 200.000 € 30 anni fisso: € 864

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Tempistica esatta dei tagli BCE (2025 vs 2026) (PG Casa)
  • Entità del calo dei tassi fissi: potrebbe essere più lento o più rapido delle previsioni attuali (MutuiSupermarket)
  • Evoluzione dell’Euribor oltre il 2026 (MutuiSupermarket)
  • Entità del rialzo dell’Eurirs: le stime variano tra 2,30% e oltre 3% a seconda dello scenario (PG Casa)
3Segnale temporale
  • Luglio 2022 – settembre 2023: BCE alza i tassi di 4,50 punti percentuali (PG Casa)
  • Ottobre 2023 – oggi: tassi in pausa, Eurirs in lieve calo (PG Casa)
  • Secondo semestre 2025: possibile primo taglio BCE di 25 pb (PG Casa)
  • 2026: tassi sotto controllo ma con rischi di rialzo dell’Eurirs (PG Casa)
4Cosa viene dopo
  • 2026: tassi fissi potrebbero scendere sotto il 3% (MutuiSupermarket – Plus24)
  • Variabili sotto il 2,5% secondo proiezioni 2026 (PG Casa)
  • Surroghe in aumento: 18,9% delle richieste nel II trimestre 2026 (MutuiOnline)

Sei parametri, una fotografia chiara del mercato mutui oggi.

Indicatore Valore Nota
Tasso fisso medio (30 anni) 3,20% BPER Banca
Tasso variabile medio (TAEG) 2,85% MutuiSupermarket
Eurirs 20 anni 2,50% PG Casa
Euribor 3 mesi 3,10% Altroconsumo
Rata mutuo 100.000 € fisso 30 anni € 432 Calcolo ammortamento francese
Rata mutuo 200.000 € fisso 30 anni € 864 Calcolo ammortamento francese

Qual è il tasso del mutuo oggi?

Tasso fisso medio oggi

  • Il tasso fisso medio per un mutuo trentennale si attesta al 3,20%, secondo le offerte di BPER Banca.
  • Su MutuiOnline e MutuiSupermarket si trovano offerte a partire da un TAEG del 2,85% per i migliori profili.

Tasso variabile medio oggi

  • Il tasso variabile medio si aggira intorno al 2,85% TAEG, secondo MutuiSupermarket.
  • L’Euribor 3 mesi, indice di riferimento, viaggia attorno al 3,10% (dato Altroconsumo).

Dove trovare i tassi aggiornati

In sintesi: Oggi il tasso fisso costa più del variabile, ma garantisce stabilità. Il differenziale è di circa 0,35 punti percentuali di TAEG.

Il quadro: il fisso è ancora alto rispetto ai minimi storici, ma l’Eurirs sta scendendo e i segnali parlano di un mercato in fase di stabilizzazione. Per chi deve scegliere oggi, la forbice tra fisso e variabile è più stretta di quanto si creda.

Quando scenderanno i tassi per i mutui?

Previsioni BCE per il 2025-2026

  • La BCE ha segnalato possibili tagli dei tassi a partire dal secondo semestre 2025. Il tasso sui depositi è fermo al 2,00% da giugno 2025 (PG Casa).
  • Gli analisti prevedono un calo graduale dei tassi fissi nel corso del 2026 (MutuiSupermarket – Plus24).

Segnali di allentamento monetario

  • L’Eurirs a 20 anni è già sceso di 20 punti base nei primi mesi del 2025 (PG Casa).
  • Secondo MutuiSupermarket, l’Euribor 3 mesi resterà stabile poco sopra il 2% fino all’autunno 2026, poi risalirà gradualmente fino al 2,97% nel 2030.

Impatto sui tassi fissi e variabili

  • Il tasso fisso è legato all’Eurirs: se l’indice scende, scendono anche i tassi fissi. Le proiezioni indicano un Eurirs a 20 anni al 2,30% entro fine 2026 (MyProjectCasa).
  • Le banche potrebbero iniziare a offrire tassi fissi sotto il 3% nel 2026 (MutuiSupermarket – Plus24).
In sintesi: Il taglio BCE è atteso ma non immediato. I tassi fissi seguiranno l’Eurirs: se l’indice scende, scendono loro. Gli operatori scommettono su un 2026 con fissi sotto il 3%.

Il punto: se l’allentamento monetario arriverà, chi ha un mutuo variabile potrebbe vedere una tregua, ma chi cerca la tranquillità del fisso dovrà probabilmente aspettare ancora qualche trimestre. Le stime restano però incerte: alcune fonti vedono un Eurirs in rialzo oltre il 3% (PG Casa).

Quanto si paga di interessi su un mutuo di 100.000 euro?

Simulazione tasso fisso 3,20%

  • Con un tasso fisso del 3,20% su 30 anni, l’interesse totale è di circa € 56.000 (calcolo con ammortamento alla francese secondo MutuiOnline).
  • La rata mensile: € 432.

Simulazione tasso variabile 2,85%

  • Con un tasso variabile iniziale del 2,85%, l’interesse totale è circa € 49.000, ma attenzione: l’importo è variabile in rialzo (MutuiSupermarket).
  • Rata mensile iniziale: circa € 415.

Confronto interessi totali su 30 anni

  • Il differenziale tra fisso e variabile sui 30 anni è di circa € 7.000 a sfavore del fisso, ma il variabile espone a possibili aumenti futuri (Altroconsumo).
  • L’ammortamento alla francese concentra gli interessi nei primi anni, come spiega MutuiOnline.
In sintesi: Su 100.000 euro, il variabile fa risparmiare circa 7.000 euro di interessi in 30 anni, ma solo se i tassi non salgono. Il fisso è una polizza contro la volatilità.

La scelta tra i due non è solo matematica: è una scommessa sulla direzione dei tassi. Il risparmio immediato del variabile va pesato contro il rischio di un rialzo futuro.

Quanto costa la rata di un mutuo di 160.000 euro?

Rata con tasso fisso 3,20% – durate 20, 25, 30 anni

Allungare la durata riduce la rata ma fa lievitare il costo totale del finanziamento.

Durata Rata mensile (fisso 3,20%)
20 anni € 896
25 anni € 771
30 anni € 691

Le tre durate mostrano come allungare il piano riduce la rata ma aumenta il totale degli interessi. Su 30 anni si pagano circa € 248.760 totali, contro i € 215.040 su 20 anni.

Il pattern: per 160.000 €, ogni anno in più di durata riduce la rata di circa 20-30 €, ma aggiunge migliaia di euro di interessi complessivi.

Rata con tasso variabile 2,85% – durate a confronto

  • Mutuo 160.000 € variabile 30 anni: rata iniziale ≈ € 662 (PG Casa).
  • La rata variabile è più bassa di circa € 29/mese rispetto al fisso, ma potrebbe aumentare nel tempo.

Calcolo rapido della rata massima sostenibile

  • La regola generale: la rata non dovrebbe superare il 30-35% del reddito netto mensile. Con 1.700 € di stipendio, la rata massima sostenibile è circa € 595.
  • Per un mutuo di 160.000 €, la rata fissa trentennale (€ 691) supera quella soglia; occorre quindi un reddito più alto o una durata maggiore.
Il punto

Chi ha un reddito di 1.700 € netti al mese dovrebbe puntare a un mutuo non superiore a 130.000 €, se vuole mantenere la rata sotto il 35% del reddito. Il simulatore della Banca d’Italia aiuta a trovare il proprio tetto.

Il dato chiave: per 160.000 € la rata fissa trentennale è € 691, ma la sostenibilità dipende dal reddito. Un aumento di 10.000 € di capitale si traduce in circa € 43 in più al mese.

I tassi fissi dei mutui scenderanno nel 2026?

Previsioni degli analisti per i tassi fissi

  • Diversi operatori prevedono un anno di consolidamento per i variabili e un lieve aumento per i fissi, ma con tassi complessivamente stabili (MutuiSupermarket – Plus24).
  • Secondo PG Casa, il costo del denaro si stabilizzerà tra il 2% e il 3%, senza tornare ai tassi zero.

Correlazione con l’andamento dell’Eurirs

  • L’Eurirs a 20-30 anni è stimato tra il 3,01% e il 3,03% nel 2026 (PG Casa), un livello superiore a quello attuale.
  • Se l’Eurirs sale, i tassi fissi seguono. Ma le attese sono per un leggero aumento, non per un crollo.

Cosa dice l’Osservatorio Il Sole 24 Ore

  • L’Osservatorio pubblica quotidianamente i tassi IRS ed Euribor, usati come benchmark da banche e comparatori (MutuiOnline – Il Sole 24 Ore).
  • Secondo Mutui.it, le differenze di rata tra fisso e variabile su un mutuo da 280.000 € a 30 anni possono superare i 350 € mensili.
Attenzione

Il rialzo atteso dell’Eurirs potrebbe far aumentare i tassi fissi, non diminuirli. Chi spera in un fisso al 2% nel 2026 rischia di rimanere deluso: le stime parlano di un tasso intorno al 3,5% per i fissi a 30 anni.

Il consenso degli analisti è chiaro: nessun ritorno ai tassi zero. I fissi resteranno sopra il 3%, mentre i variabili potrebbero scendere sotto il 2,5% solo se la BCE accelererà i tagli. La forbice si sta chiudendo, ma non si invertirà.

La conclusione: i dati attuali e le proiezioni indicano che chi vuole un fisso sotto il 3% dovrà probabilmente attendere la seconda metà del 2026, e anche in quel caso il risparmio rispetto al variabile resterà contenuto.

Confronto: tasso fisso vs tasso variabile

Tre differenze, una scelta: stabilità contro risparmio iniziale.

Caratteristica Tasso fisso Tasso variabile
Rata iniziale (100.000 €, 30 anni) € 432 € 415
Protezione da rialzi tassi Sì, rata bloccata No, rischi aumenti fino al 30% (Altroconsumo)
Costo totale interessi (30 anni, 100.000 €) € 56.000 € 49.000 (variabile in aumento)
Adatto a Chi cerca certezza e ha bassa tolleranza al rischio Chi ha buona capacità di assorbire aumenti (IAD Italia)
Differenziale TAEG su immobili green +0,45% vs variabile Base (MutuiSupermarket)
Differenziale TAEG su immobili non green +0,75% vs variabile Base (MutuiSupermarket)

Il differenziale TAEG è più ampio per gli immobili non green: chi compra casa in classe energetica bassa paga un extra dello 0,75% se sceglie il fisso. Il green premia la scelta variabile.

Upsides

  • Rata fissa: certezza del costo per tutta la durata
  • Protezione da inflazione e rialzi BCE
  • Facile da pianificare nel bilancio familiare

Downsides

  • Più costoso del variabile in fase iniziale (differenza fino a € 350/mese su importi alti)
  • Non beneficia di eventuali tagli BCE
  • Penalizzato su immobili non green (maggior costo TAEG)

Timeline: come si sono mossi (e si muoveranno) i tassi

  • Luglio 2022 – settembre 2023: BCE alza i tassi di 4,50 punti percentuali.
  • Ottobre 2023 – oggi: Tassi in pausa, Eurirs in lieve calo.
  • Secondo semestre 2025: Possibile primo taglio BCE di 25 pb (PG Casa).
  • 2026: Previsione di tassi fissi sotto il 3% e variabili sotto il 2,5%, ma con rischi di rialzo dell’Eurirs (MutuiSupermarket – Plus24 e PG Casa).

La sequenza è chiara: dopo la stretta più rapida della storia, il mercato si sta stabilizzando. Ma il ritorno alla normalità sarà graduale, non immediato. La domanda chiave che resta: quanto lontano andrà il rialzo dell’Eurirs?

Fatti confermati e incognite

Fatti confermati

  • La BCE ha tenuto i tassi invariati all’ultima riunione (PG Casa).
  • L’Eurirs a 20 anni è sceso di 20 pb nei primi mesi del 2025 (PG Casa).
  • Le surroghe rappresentano il 18,9% delle richieste nel II trimestre 2026 (MutuiOnline).
  • Il tasso variabile medio attuale è 2,85% TAEG con un Euribor a 3,10% (MutuiSupermarket e Altroconsumo).

Cosa resta incerto

  • Tempistica esatta dei tagli BCE (2025 vs 2026) (PG Casa).
  • Entità del calo dei tassi fissi: potrebbe essere più lento o più rapido delle attuali previsioni (MutuiSupermarket).
  • Evoluzione dell’Euribor oltre il 2026 (MutuiSupermarket).
  • Entità del rialzo dell’Eurirs: le stime variano tra 2,30% e oltre 3% a seconda dello scenario (PG Casa e MyProjectCasa).

Il quadro è a tinte chiare per il presente, ma le previsioni restano incerte. La regola pratica: se puoi sopportare un aumento della rata fino al 30%, il variabile può convenire; altrimenti, il fisso è la scelta più sicura.

Voci dal mercato

“Nel 2026 il tasso variabile continuerà a costare meno del tasso fisso per i nuovi mutui casa, pur in un contesto di mercato più stabile rispetto agli anni della grande volatilità post‑2022.”

– MutuiSupermarket in collaborazione con Plus24 – Il Sole 24 Ore

“I mutui a tasso fisso non subiscono variazioni di rata, mentre i mutui a tasso variabile possono vedere aumenti futuri in occasione degli adeguamenti legati agli indici di riferimento.”

– Altroconsumo (associazione consumatori)

“I mutui variabili sono più adatti a chi ha una buona capacità di gestione del rischio e può assorbire un aumento delle rate senza compromettere la propria solvibilità.”

– IAD Italia (rete di consulenti immobiliari)

“Le stime per il 2026 indicano un mercato dei mutui caratterizzato da tassi moderati e relativamente stabili, con Euribor in area 2% e IRS stabilizzato attorno al 3%.”

– MyProjectCasa (portale immobiliare)

Quattro voci, un accordo: il mercato si sta normalizzando, ma il variabile resta più conveniente nel breve termine per chi ha le spalle coperte. La differenza sta nella capacità di sopportare variazioni future.

In sintesi: cosa portarsi a casa

I tassi dei mutui oggi sono stabili, ma non bassi. Il fisso garantisce certezza a un costo maggiore; il variabile offre un risparmio immediato, ma con il rischio di futuri rialzi. Le previsioni per il 2026 parlano di un graduale calo dei tassi, ma senza un ritorno ai minimi storici. Per chi sta pensando di accendere un mutuo, la scelta è chiara: valutare la propria tolleranza al rischio e confrontare il TAEG, non solo il TAN. Ogni punto percentuale in più sulla rata può fare la differenza su un orizzonte di 30 anni.

Il messaggio per il lettore: chi non può permettersi sorprese scelga il fisso oggi, anche se costa di più. Chi ha margine e fiato corto nei conti, valuti il variabile ma tenga d’occhio l’Eurirs e l’Euribor.

Letture correlate: **EZB-Zinsentscheid 2026: Termine, Prognose & Auswirkungen**

Per chi sta valutando un mutuo, è utile confrontare le offerte attuali con le tassi mutui e previsioni BCE per capire come orientarsi.

Domande frequenti

Cosa sono l’Eurirs e l’Euribor?

L’Eurirs (Interest Rate Swap) è il tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso, scambiato tra banche. L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso a breve termine usato come base per i mutui variabili. Entrambi sono pubblicati quotidianamente dall’European Money Markets Institute e monitorati dall’Osservatorio Il Sole 24 Ore (PG Casa).

Come si calcola il TAEG di un mutuo?

Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) include il TAN più tutte le spese accessorie: istruttoria, perizia, assicurazioni obbligatorie e imposte. La formula è complessa, ma i simulatori online di MutuiOnline e della Banca d’Italia lo calcolano automaticamente.

Quali sono le agevolazioni per mutuo prima casa?

Per la prima casa sono previste agevolazioni fiscali: imposta di registro agevolata (2% sul valore catastale), IVA al 4% (se acquisto da impresa), e possibilità di detrarre gli interessi passivi del mutuo (fino a 4.000 euro annui). Inoltre, il Fondo di Garanzia Prima Casa (Consap) può garantire fino all’80% del mutuo per determinate categorie (Credem Banca).

Cos’è la surroga del mutuo e come funziona?

La surroga (o portabilità) permette di trasferire il mutuo da una banca a un’altra senza costi (né penali né spese notarili). Il nuovo istituto paga il debito residuo e applica le sue condizioni. Nel secondo trimestre 2026 le richieste di surroga hanno raggiunto il 18,9% del totale, segno di un mercato sempre più attento al risparmio (MutuiOnline).

Il tasso fisso o variabile conviene di più oggi?

Dipende dal profilo di rischio. Il fisso è consigliato a chi non vuole sorprese e prevede di tenere il mutuo per tutta la durata. Il variabile è più adatto a chi ha redditi flessibili e può assorbire oscillazioni di rata fino al 30% (Altroconsumo). Attualmente il variabile costa meno del fisso di circa 0,35-0,75 punti percentuali di TAEG, ma il risparmio va valutato contro il rischio futuro.

Quanto costa un mutuo di 200.000 euro in 30 anni?

Con un tasso fisso del 3,20%, la rata è di € 864 al mese e l’interesse totale di circa € 111.000. Con un variabile iniziale del 2,85%, la rata parte da € 830, ma gli interessi totali sono più bassi (circa € 100.000) a patto che i tassi non salgano (PG Casa).

Cosa influenza lo spread bancario?

Lo spread è il margine che la banca aggiunge all’indice di riferimento (Eurirs o Euribor) per determinare il tasso finale. Dipende da: rischiosità del cliente (affidabilità creditizia, LTV), classe energetica dell’immobile (green = spread più basso), e politiche commerciali della banca. Confrontare il TAEG, che include lo spread, è essenziale (MutuiSupermarket).